Associazione Chirone San Miniato- Il romanzo di Clara-la-disegregation

Appunti clinici post seduta: la desagregation

10:03 07 Gennaio in Caso 1 - Il romanzo di Clara
0 Comments

Devo porre molta attenzione, all’interno dell’alleanza terapeutica, ad esporre Clara, per troppo tempo, ai suoi ricordi traumatici, in quanto, se le condizioni di attivazione del sistema di difesa perdurano a lungo, questa attivazione si trasforma, da risposta evolutivamente adattativa in disadattativa, impedendo il normale esercizio della metacognizione ed in generale delle funzioni superiori della coscienza e non permettendo l’integrazione di quella memoria traumatica che rimane, tuttavia, iscritta nel corpo (Tagliavini, 2011). Da questo processo deriva la frammentazione, la “molteplicità non integrata degli stati dell’Io” (Liotti e Farina, 2011, pg 37).

Il termine francese “désagregation”, disgregazione, utilizzato originariamente da Pierre Janet, ben evidenzia il processo di perdita di coerenza e integrazione dovuta alla progressiva dissoluzione delle funzioni di coscienza: immaginate ad esempio un edificio, poi immaginate che si disgreghi, piano piano. Immaginate che venga giù un pezzettino di intonaco, poi un pezzo di muro, poi un intero mattone, poi tutto il muro, poi la finestra attaccata al muro. Lo stesso avviene nella mente.

Un’esperienza traumatica agisce sulle funzioni integratrici superiori disgregandole e, per esperienza traumatica, intendo, nel caso di Clara, l’attribuzione a sé di una colpa. In questo caso, la disgregazione è un processo di cui fenomeni e sintomi dissociativi (distacco/alienazione e compartimentazione) sono il risultato. Non si tratta di rimozione, per proteggere la mente dal dolore della memoria traumatica, ma l’evento traumatico crea le condizioni (deficit di integrazione) per un difetto dell’evento nella memoria e per la sua separazione dal flusso abituale della coscienza (Liotti – Farina).

Un punto importante su cui si è discusso molto negli ultimi anni è se la dissociazione sia, o meno, una risposta adattativa al trauma, come estrema protezione dall’esperienza dolorosa (Steinberg e Schnall, 2001). Sebbene l’ipotesi più diffusa sia quella che concepisce i sintomi dissociativi come difesa, alcuni autori, fra cui Liotti, sostengono, in maniera piuttosto convincente, che la dissociazione sia “una disgregazione primaria del tessuto della coscienza e dell’intersoggettività, mentre la protezione dal dolore è un aspetto secondario e collaterale che fra l’altro spesso fallisce” (Liotti e Farina, 2011, pg. 85).

Questo io immagino in Clara. Che si sia creata un mondo parallelo, perché questo è ciò che la sua coscienza ha concepito come unico aspetto adattivo possibile, in grado di garantirle la sopravvivenza rispetto a quanto accaduto.

Commenti

commenti

No Comments

Post A Comment