Associazione Chirone San Miniato- Il romanzo di Clara-Il trauma

Dodicesima seduta: il trauma

10:01 07 Gennaio in Caso 1 - Il romanzo di Clara
0 Comments

Clara si siede lentamente, lo sguardo basso.
“Dottore, la mia vita è diventata piatta…mi sento lontana da tutto e da tutti…non mi riconosco più, come vivessi una vita non mia.”
“Comprendo benissimo quello che sta provando in questo periodo della sua vita. Proviamo insieme a fare delle ipotesi plausibili, per cercare di dare un nome alla situazione che sta vivendo. Spesso, quando ci troviamo nel buio abbiamo paura di tutto, anche di cose conosciute che dovrebbero farci meno paura.”
“Mentre mi stava dicendo queste cose ho avuto la sensazione, o forse il ricordo, di essere uscita da un ospedale, ho l’immagine di un prato verde. Ma non ricordo niente a proposito.”
“Provo a ricordarle quello che spontaneamente mi ha raccontato su sua figlia Sofia. La sua nascita, la gestione collettiva, sua madre che faceva la nonna a tempo pieno, lei che continuava i suoi studi, ragionevolmente libera, ma anche dedita alla figlia più da sorella che da madre. Poi mi ha raccontato che Sofia sta studiando nell’Università di arte e design di Losanna.”
“Questo le ho raccontato, perché questo è.”
“E il ricordo dell’ospedale e del prato verde ha qualche aggancio con quanto mi diceva all’inizio?”
“Non so, non riesco a fare collegamenti, ho come la sensazione di vivere queste cose, come da dietro ad un vetro.”
“Se devo provare io a fare un’associazione, mi viene di associare Ospedale a Svizzera. Cosa ne pensa?”
“Niente, assolutamente niente”
“Quant’è che non vede sua figlia, che non va a trovarla?”
Clara si rannicchia sulla poltrona, mi guarda come facesse oltrepassare lo sguardo oltre me.
Mi sta nuovamente sfuggendo. La parziale collaborazione era un suo tentativo di controllare.
Messa alle strette, ha di nuovo spento il cervello per fingersi morta.

Commenti

commenti

No Comments

Post A Comment