Associazione Chirone San Miniato- Il romanzo di Clara-la-scissione-condizione-per-sopravvivere

Quindicesima seduta: la scissione, condizione per sopravvivere

16:06 11 Gennaio in Caso 1 - Il romanzo di Clara
0 Comments

Appena seduta, Clara mostra un cambiamento rispetto alle precedenti, ultime, sedute. Torna subito a parlare di “quel qualcosa” che la turba in modo sempre più tormentato. “Sa che da quando ha notato la mia cicatrice, non faccio altro che toccarla spesso e soffermarmi allo specchio a guardarla e riguardarla. L’avevo dimenticata, non la vedevo nemmeno più tanto da non nasconderla con pettinature appropriate”.
“Da quanto mi dice, mi sembra quasi che inconsciamente me la volesse proprio mostrare”.
“Sa che non ricordo come me la sono realmente procurata! Potrei chiedere a mia madre, ma c’è una forza che m’impedisce di farlo. Comincio a percepire che, su argomenti della mia vita personale passata, con mia madre e mia sorella, c’è un silenzio di tomba”.

 

Clara sta lentamente ragionando sulle incongruenze dei suoi ricordi. L’evento o gli eventi traumatici, dissociati, affiorano lentamente attraverso aspetti inspiegabili del comportamento, attraverso sintomi e agiti che, messi in atto al posto di ricordi coscienti, possono essere recuperati solo per via indiretta, in quanto codificati in un diverso sistema di memoria.

 

Ogni evento traumatico ha un excursus nel tempo equiparabile a una relazione di attaccamento disorganizzato. Al pari di questa, infatti, lo stato di coscienza alterato non riesce a operare e integrare la complessità emotiva legata all’esperienza traumatica. La causa risiede nella cronica iperattivazione del sistema parasimpatico, che comporta la continua messa in atto di processi di tipo dissociativo, per il ripetersi di situazioni di minaccia insostenibile.
I processi dissociativi ostacolano la fisiologica integrazione della vita psichica introducendo frammentazione e discontinuità nell’attenzione, nella coscienza, nella memoria, onde evitare il ricordo del trauma. Se essi fanno capo ai primi periodi di vita e perdurano cronicamente durante lo sviluppo, possono compromettere le capacità integrative dell’individuo, producendo i sintomi da compartimentazione e la dissociazione strutturale della personalità. Quest’ultima può persistere in una condizione di latenza per il sovrapporsi di meccanismi difensivi e compensatori, basati sull’evitamento dell’origine del trauma e sul controllo, nel caso di Clara, di quanto accaduto da adulta e nascosto alla coscienza. Al trauma viene associato spesso un sentimento di colpa per qualcosa di precedentemente agito e percepito come causa di quanto, saltuariamente, arriva alla memoria in modo perturbante (il tema dell’aborto, poi non compiuto realmente dalla paziente, ma vissuto come realizzato per la volontà di farlo inizialmente).

 

Clara ha iniziato a provare angoscia e a scompensare il suo equilibrio di fronte al successivo trauma della sparizione (morte) di Giovanni, col riaffiorare del trauma originario. – I ricordi delle esperienze traumatiche sfuggono a una collocazione nel sistema della memoria, e non si integrano con le altre informazioni e significati che costituiscono il senso di sé e l’identità della persona. Essi costituiscono un corpo separato che conduce una vita parallela rispetto all’identità principale, fino a organizzarsi in distinte personalità multiple. – (Stefano Fissi)

 

“Lei mi porta la sua scelta di abortire, mai poi realizzata, come perdita reale della figlia. Questo non riesce a perdonarselo, se ne fa una precisa colpa”.
“Sento dentro di me una spinta a ricordare che mi spaventa, che non accetto, che non so maneggiare correttamente”.
“Clara, non si sforzi eccessivamente, lasci che i ricordi fluiscano liberamente, vedrà che questo potrà accadere con il tempo e le cose prenderanno un contorno più definito e meno terrorizzante”.

 

Clara ha dato alla luce Sofia tra mille indecisioni, poi ne ha delegato la crescita alla madre, le è stata sufficiente viversela come una sorella minore. Sempre tanta sofferenza, più si attivava l’attaccamento alla bambina, per la colpa di non averla voluta.
Un’estate, Sofia e la nonna, raggiungono Clara a Losanna, dove sta completando gli studi. Così una mattina Clara prende Sofia per andare a fare una gita in auto, quando, per una curva presa male o per un sorpasso azzardato o per qualche altra sfortunata coincidenza, l’auto finisce fuori strada. Clara rimane in coma per giorni, mentre per Sofia non c’è niente da fare. All’uscita dal coma, Clara non ricorda l’incidente, nessuno le dice subito della morte della figlia e Clara non chiede più niente. Registra la morte della figlia come sua responsabilità, per l’incidente e per la sua scelta iniziale di abortirla. Unifica le due cose e la colpa è talmente lacerante che, per difesa, scatta la scissione. Clara s’identifica con la figlia e vive, nel pensiero e nei racconti, come fosse lei, come se Sofia studiasse a Losanna e avesse gli stessi anni di quando lei era ancora studentessa. La morte della figlia è dimenticata e nessuno ne ha più parlato, come in un tacito accordo: un globale congelamento del lutto.

Commenti

commenti

No Comments

Post A Comment