Gruppo Caregivers

 “Senza relazioni di cura la vita cesserebbe di fiorire.
Senza relazioni di cura nutrite con attenzione la vita umana non potrebbe realizzarsi nella sua pienezza”
Nell’arco della vita la condizione di non autosufficienza può interessare una moltitudine di persone, le cause sono molto diverse e aumentano la loro incidenza con l’aumentare dell’età, per cui una buona percentuale delle persone anziane (tra il 10 e il 35%) richiede qualche forma di assistenza, con una quota significativa di persone che necessitano di una cura impegnativa per l’elevata gravità della non autosufficienza.
Buona parte della cura fornita alle persone che non sono in grado di soddisfare i propri bisogni dipende dall’impegno delle famiglie sia direttamente, sia con l’aiuto di assistenti familiari (le cosiddette badanti) che contribuiscono al mantenimento al domicilio della persona malata.

Il familiare che dedica una quota significativa del suo tempo ad assistere un altro membro della famiglia viene definito caregiver. Il ruolo viene assunto nella maggior parte dei casi da familiari di primo grado, con lo scopo di assicurare un sostegno più o meno intensivo a un congiunto che per diverse ragioni non può svolgere tutte o alcune delle funzioni di base della vita quotidiana.

Sono diversi i momenti di transizione che il familiare che cura deve affrontare, partendo dalla necessità di accettare il cambiamento dello status di salute del proprio congiunto (la comprensione della causa della perdita di autonomia, la prospettiva di progressivo aggravamento, la natura del problema), questi richiederanno al familiare una complessa operazione di consapevolezza e di accettazione, i cui tempi non sono uguali per tutti i familiari.

Segue poi la fase della cura a domicilio e quindi l’acquisizione di conoscenze, di competenze, di modi di fare con la persona in difficoltà e con se stessi, di metodi per mantenere i propri spazi di vita e i propri interessi.

Successivamente può seguire un trasferimento, temporaneo o definitivo, della persona non autosufficiente in strutture residenziali o semi-residenziali, che offrono e garantiscono le cure e l’assistenza necessarie.
Questa transizione è molto complessa e può essere piena di rischi sia per il familiare che deve spesso prendere la decisione di “sollevarsi” da alcune fatiche della cura, sia per la persona non autosufficiente, che deve accettare l’idea del cambiamento, passando dalla propria casa a un altro luogo non familiare.

Infine, l’ultima transizione difficile per i familiari che si prendono cura riguarda il tema del fine vita, del lutto anticipato, del vuoto successivo alla fine della cura e della riorganizzazione della vita quotidiana, almeno in alcune situazioni nelle quali l’attività di cura rappresentava un compito che riempiva la vita del caregiver.
Ognuna di queste fasi che riguarda il percorso di cura e assistenza dell’anziano non autosufficiente può rappresentare un momento di crisi che può esporre al rischio di stress (burn-out), far fronte a questi aspetti che riguardano la dimensione emotiva e psico-relazionale di chi assiste è necessario per poter garantire il buon funzionamento del sistema familiare in cui l’anziano è inserito.

L’Associazione Chirone offre:
• percorsi individuali di sostegno e consulenza psicologica per le famiglie o caregivers che accudiscono una persona malata;
• percorsi di gruppo rivolti ai caregivers, al fine di scambiare esperienze, stimolare comprensione e supporto, creare reti di supporto sociale capaci di moderare l’impatto di eventi avversi sulla salute.

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