La Psicoanalisi di Pierre Janet

Nel 1914 – esattamente un secolo fa – Pierre Janet pubblicò nel «Journal de Psychologie Normale et Pathologique» lo scritto che costituisce il testo di questo libro, qui per la prima volta tradotto in italiano. Si tratta dell’intervento tenuto al Congresso di Medicina di Londra del 1913, nel quale Janet aveva rivendicato la primogenitura di una parte delle idee che Freud andava ascrivendo esclusivamente a se stesso.

Lo psicologo francese lancia con prosa graffiante anche un monito contro un certo modo di gestire la «nuova scienza della psico-analisi», considerata un dogma intoccabile, tanto da indurre i suoi adepti a sferrare anatemi contro gli «eretici».

Dopo questo intervento, Janet diventerà a sua volta un «eretico» e resterà tale per molti anni, fino a quando, in condizioni scientifiche mutate, il suo pensiero verrà riscoperto da più parti e il valore dei suoi studi sul trauma sarà riconosciuto nella sua originalità ed efficacia interpretativa, anche alla luce delle moderne neuroscienze.

“Il concetto di inconscio esiste da sempre e ha attraversato tutta la storia della filosofia, sia pur con terminologie differenti, dal ‘daimon’ greco, alla reminiscenza platonica, al pensiero intuitivo di Plotino.

Il vocabolo ‘inconscio’ è una voce dotta del latino tardo, già presente in Marziano Capella (IV-V secolo), Cassiodoro (VI secolo) e altri di quel periodo (…) In italiano (…) il termine entra nel lessico dal suo sorgere e si trova nella letteratura fin da Boccaccio, per poi fiorire con i romanzi inglesi e tedeschi.

In filosofia, la nozione di inconscio è stata utilizzata da Leibniz, Christian Wolff, Fichte, Kant, Shelling, von Hartmann (che nel 1869, quando Freud aveva tredici anni, pubblicò una ‘Filosofia dell’inconscio’ in due volumi), Shopenauer e in particolare da Nietzsche (…) Lo stesso termine Es, che Freud adoperò per denominare l’inconscio, è di Nietzsche, come riconosce lo stesso Freud” (pag. 8-9).​ Orbecchi​

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Anno di pubblicazione

2014

Autore

Pierre Janet

(Parigi, 1859-1947), uno dei maggiori filosofi e psicologi francesi della sua epoca, è stato autore di lavori fondamentali sulla dissociazione e sul trauma psicologico ed è considerato uno dei padri fondatori della psicologia dinamica. Janet è stato contemporaneo di Freud, come lui allievo di J.-M. Charcot all’ospedale della Salpêtrière a Parigi, dove divenne direttore del Laboratorio di psicologia patologica. Docente alla Sorbona e membro dell’Institut de France, fu a lungo responsabile del Laboratorio di psicologia sperimentale e comparata del Collège de France.

Category
Libri